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La frutta salentina: i colori, i sapori, i gusti

frutta salentina

 

Il Salento è molto ricco di frutteti e la sua gente ne gode da sempre sulle proprie tavole. Coltivazioni di noci, fichi, peri, melograni, susini, agrumi caratterizzano le campagne salentine e il suo meraviglioso paesaggio. La frutta che per tradizione si consuma nel Salento è quella che si poteva coltivare su terreni particolarmente poveri d’acqua. Infatti, nel periodo estivo, dominano molti frutti tipici della zona: un gustoso esempio sono i fichi da mangiare freschi appena colti dai tanti alberi presenti sul territorio oppure lavorati ed essiccati al sole per poterli conservare e consumare nella stagione invernale, di solito aromatizzati con scorza di limone e alloro e ripieni con una mandorla sgusciata. A seguire la ricetta:

Spizzica in Salento…: Fichi Secchi con le Mandorle/Fiche cu lle mennule o Ccucchiate

Si trovano poi le angurie, coltivate soprattutto nel territorio di Nardò (in dialetto, sarginischi o miluni de acqua) e i meloni; questi ultimi in particolare hanno una varietà in grado di conservarsi fino all’inverno. Diverse varietà di meloni immaturi (chiamati in italiano caroselli, in dialetto minunceḍḍe o melunceḍḍe) vengono inoltre consumati in alternativa ai cetrioli (qui quasi sconosciuti). Di solito, vengono consumati a fine pasto accompagnati da un bicchiere fresco di vino rosato.
Ancora, le ciliegie, più tipiche dell’area barese e rinomate per la loro polpa croccante e gustosa, tra maggio e giugno colorano le tavole pugliesi e vengono esportate in tutta Europa: famose le “ferrovia”, le “bigarreau” e le “giorgia”.

Verso la fine della stagione, ci sono poi i fichi d’India, caratterizzati da diversa coloritura del frutto. Con le sue pale che si diramano al cielo e si lasciano accarezzare dal sole, il fico d’India è il simbolo per eccellenza delle campagne del Salento, una pianta che si può trovare con facilità anche sui bordi delle stradine rupestri e nei giardini delle case, come ben sanno i visitatori che arrivano in questi luoghi. Si possono gustare freschi, meglio se sbucciati dalle mani sapienti dei contadini del luogo! Ecco gli ingredienti di una prelibatezza, il liquore al fico d’India: mezzo chilo di zucchero, mezzo chilo di polpa di fico d’India, 400 grammi di alcool a 95°. Riponete tutti gli ingredienti in un barattolo in vetro con chiusura ermetica, naturalmente, e lasciateli depositare per un mese, agitando spesso il vasetto. Seguirà un altro mese di stagionatura, dopodiché potrete colare, filtrare ed imbottigliare il delizioso liquore che avrà una gradazione alcoolica di circa 40°.

Nel periodo invernale, invece, si consumano gli agrumi ed in particolare le arance e i mandarini, la cui buccia viene usata in varie preparazioni dolciarie per l’intensa nota aromatica. A seguire una ricetta dolce le cui note agrumate fanno da padrone: Spizzica in Salento…: Purceddhruzzi o Purciddhruzzi – Dolci tipici del Natale Salentino

Altri tipi di frutta coltivati sono delle varietà di pere, pesche e percoche, spergie (albicocche), nespole, susine (prunelle), prugne, melecotogne, site o seti (melograne). Da segnalare l’uso di frutti selvatici quali i corbezzoli (o rusciuli o frùsciuli), gelsi e ciliegie che spesso crescono incolti e profumano le campagne salentine invitando alla raccolta ed all’assaggio immediato!

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